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I progetti trasversali

Il Progetto Calamaio

Nato nel 1986 a Bologna, dall’ideazione di persone con disabilità (Claudio Imprudente, giornalista tetraplegico spastico, ne è stato il principale ideatore), prende avvio da un elemento fondamentale: la problematica dell’handicap è spesso pensata a prescindere dal punto di vista di chi ne ha esperienza diretta. Per questo è importante creare una cultura nuova che dia voce a quanti vivono situazioni di handicap e ricollochi la problematica in una accezione di radicale cambiamento. Il Progetto Calamaio, rivolto sia agli studenti che agli insegnanti delle scuole elementari e medie del territorio, realizza percorsi interattivi finalizzati a far emergere i vissuti e le esperienze e a favorire l’incontro con l’”altro” nella ricerca comune di nuove forme di conoscenza.

Dal 1992 nasce all’interno del Consorzio Solidarietà Sociale il gruppo Calamaio di Parma e a partire dal 2000 il progetto è stato gradualmente preso in carico da alcune cooperative Sociali del Consorzio come soggetti attuatori di progetti territoriali dove le cooperative divengono spazi di progettazione, realizzazione ed incontro diretto con le persone con disabilità.

A partire da quell’anno, la Molinetto  si è spesa nella realizzazione del progetto sottolineando quanto sia importante che il valore del Calamaio sia patrimonio fondamentale per un’impresa sociale che nella sua mission indica tra le finalità la diffusione di una cultura della diversità, che favorisca il riconoscimento e l’inclusione delle diversità nelle comunità locali, perché a tutti sia garantito il diritto di cittadinanza e partecipazione. Nell’anno scolastico 2018/2019 (ultima esperienza prima dell’interruzione dovuta alla pandemia) sono state coinvolte sette classi quarte  dell’Istituto comprensivo E. Guatelli (6 sul territorio di Collecchio e 1 a Gaiano) per un totale di più di 150 bambini e bambine.

I viaggi

La cooperativa Molinetto considera i soggiorni, le gite e più in generale le uscite di piccoli gruppi dai centri un’importante occasione educativa per valutare e sperimentare obiettivi correlati all’autonomia e naturalmente per passare insieme del tempo divertendosi. E’ inoltre l’occasione per poter realizzare le aspettative e i “sogni” delle persone con disabilità che partecipano attivamente alla proposta, pianificazione e realizzazione delle iniziative. 

Le caratteristiche di questa attività, indipendentemente dalla durata, prevedono la partecipazione (sempre volontaria e in accordo con i familiari/servizi) di piccoli gruppi per favorire l’integrazione con il contesto.

In relazione ai soggiorni all’estero dopo alcune esperienze (Granada, Vienna e Parigi) in cui ci siamo affidati ad enti esterni, la cooperativa ha strutturato in autonomia un proprio progetto dal titolo “Aut e Down” che con la collaborazione della fondazione Cariparma ha permesso di realizzare soggiorni a Barcellona, Amsterdam, Londra e concludere la prima fase del progetto con un viaggio di una settimana in Islanda. In queste progettazioni è stata fondamentale la collaborazione dei volontari della Cooperativa e la disponibilità di personale specifico addetto alla documentazione delle iniziative.

Montagnaterapia

La montagnaterapia è un originale approccio metodologico a carattere terapeutico-riabilitativo e/o socio-educativo, finalizzato alla prevenzione, alla cura ed alla riabilitazione degli individui portatori di differenti problematiche, patologie o disabilità; é progettato per svolgersi, attraverso il lavoro sulle dinamiche di gruppo, nell’ambiente culturale, naturale e artificiale della montagna.

Le attività di Montagnaterapia vengono progettate ed attuate prevalentemente nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, o in contesti socio-sanitari accreditati, con la fondamentale collaborazione del Club Alpino Italiano (che ne riconosce ufficialmente le finalità e l’Organizzazione Nazionale), e di altri Enti o Associazioni (accreditate) del settore.

La Cooperativa Molinetto nell’autunno 2018 ha sperimentato in anteprima insieme al Cai Di Parma una prima uscita di montagnaterapia con l’utilizzo di una joelette. L’iniziativa della durata di due giorni ha visto un gruppo di educatori, persone con disabilità, con il coordinamento dei volontari del CAI partire da Lagdei con pernottamento al rifugio Mariotti presso il Lago Santo.

Dopo questa prima esperienza e i risultati positivi rilevati si è proceduto alla stipula di una convenzione tra il Cai di Parma e il Consorzio Solidarietà Sociale che attraverso le sue Cooperative partecipa ad iniziative e promuove tra i propri soci e i propri utenti la montagnaterapia come strumento educativo e opportunità di integrazione e crescita. Nel 2021 abbiamo partecipato al raduno nazionale “A ruota libera” presso Schia monte Caio in provincia di Parma con due equipaggi joelette e alcune PcD accompagnate dagli educatori del centro.

Scuola di autonomia

Il Progetto “Scuola di Autonomia” è rivolto a giovani adulti disabili ed alle loro famiglie nel territorio dell’Unione Pedemontana Parmense e dell’Azienda U.S.L. Distretto Sud-Est.

Esito di una profonda riflessione sui bisogni e sui percorsi di vita dei giovani disabili in età adulta, il progetto affronta concretamente il tema del “dopo di noi” nelle famiglie con figli disabili, puntando all’acquisizione di specifiche autonomie nell’organizzazione quotidiana in previsione di un distacco dei ragazzi dalla famiglia di origine.

In questi anni la Molinetto Cooperativa Sociale ha dedicato molte energie, capacità professionali e risorse economiche significative al Progetto “Scuola di autonomia” (il cui capofila è il Consorzio di Solidarietà Sociale e partner con noi il Gruppo Scuola) perché l’ha ritenuta un’esperienza che si colloca nelle politiche sociali che stanno ridisegnando i sistemi di welfare, dove servizi tradizionali e nuove sperimentazioni e si affiancano e si contaminano.

Oggi le riflessioni più approfondite convergono sulla necessità di promuovere e sostenere la maggior autonomia possibile delle persone con disabilità; un’autonomia intesa, soprattutto, come diritto ad una vita adulta “in proprio” (da soli o in un contesto di domiciliarità protetta di tipo micro comunitario) per quanto ovviamente sostenuta dalle reti familiari e da politiche di welfare orientate in questo senso.

Quello che abbiamo cercato di realizzare sono attività programmate compatibili con il gruppo coinvolto e nel contempo personalizzate ed orientate all’acquisizione di autonomie nelle seguenti aree: